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Al Pecorino, negli anni e nelle località dove veniva coltivato, sono stati attribuiti numerosi sinonimi: Uva Pecorina o Uva delle Pecore, per i suoi richiami alle zone dove veniva praticata la pastorizia e dove questo vitigno era diffuso ma anche Pecorino d’Arquata, Pecorina arquatanella o Arquitano. Questi ultimi sono nomi che traggono origine dalla zona di Arquata del Tronto: è qui che il Pecorino è stato “ritrovato” ed è indicativo delle sue caratteristiche. Si tratta di terreni collinari oltre 1000 metri sul livello del mare, dove dimostra la sua resistenza alle intemperie. Il grappolo è lungo, di forma conica irregolare, gli acini hanno forma sferica e dimensioni medio-piccole, la buccia è sottile e abbastanza consistente. La foglia è di media grandezza, cuoriforme, arrotondata, quinquelobata, con lobi poco distinti, seghettata e dentata, sostenuta da un peduncolo verde pallido con sfumature rossastre, mentre il tralcio è gracile, di colore rossastro e con nodi frequenti.


Le colline picene sono la terra vocata per questo vitigno che, da mosti zuccherini e sostenuti livelli acidici, dà origine a prodotti molto profumati, longevi, con alta acidità, la cui vendemmia è sempre precoce. Il microclima costituito dalla giusta esposizione al sole e dalle brezze che scendono la notte dai Monti Sibillini permette l’equilibrio peculiare del Pecorino, fatto di numeri “esagerati” per un vino nato da un vitigno a bacca bianca: un alto tenore in zuccheri, un contenuto di acidi superiore a 8g/l, un valore di pH intorno a 3 e un estratto secco netto superiore a 24 g/l. Un vino longevo, potente perché ricco di energia, piacevolmente sapido perché ricco di sali minerali, ceneri e acidi.


Gli studi compiuti dall’Università Politecnica delle Marche su un campione di vino Pecorino della Tenuta Cocci Grifonidi annate comprese tra il 1997 e il 2007 e confrontati con altre bottiglie di Offida Pecorino DOC di altri produttori hanno evidenziato dal punto di vista chimico come alcoli superiori raggiungano valori ottimali nei campioni di Pecorino della Tenuta Cocci Grifoni e sono presenti in quantitativi superiori rispetto a vini di altri produttori del territorio. In tutti i campioni analizzati non sono stati riscontrati acidi grassi a catena corta e ciò è un indice di qualità del prodotto. È stata generalmente rilevata un’alta concentrazione di esteri, fattore che contribuisce in modo determinante alle caratteristiche aromatiche di ‘fruttato’ tipiche di tale vino. Va infine rilevato che nella maggior parte dei campioni Tenuta Cocci Grifoni è stata riscontrata la presenza di acido salicilico, sostanza di notevole rilevanza salutistica. L’analisi del profilo sensoriale ha evidenziato inoltre che i campioni della Tenuta Cocci Grifoni presentano un’intensità olfattiva crescente col procedere dell’invecchiamento.