LA RISCOPERTA

La Rinascita del Pecorino

Alla fine degli anni 70 il vitigno del Pecorino era praticamente scomparso e con esso anche il prezioso nettare che ne derivava. E' proprio in questo frangente temporale che entra in scena l’uomo, Guido Cocci Grifoni il quale, legato da amicizia con un sommelier di grande esperienza Teodoro Bugari, decise di mettersi alla ricerca di questo vitigno autoctono nelle terre selvagge del parco nazionale dei Monti Sibillini.

Così racconta Guido Cocci Grifoni, che rintracciò un vecchia vite allevata a Pecorino ad Arquata del Tronto:

“...una mattina di settembre, prima della vendemmia io, ed altri ci recammo ad Arquata del Tronto, in frazione Pescara, qui mi avevano segnalato una antica vigna coltivata a Pecorino. Arrivati sul luogo mi vennero indicate dal proprietario del terreno il sig. Cafini alcuni tralci che erano evidentemente vecchi di due tre generazioni. Nel febbraio successivo tornai a prendere i tralci e li portai in azienda a Ripatransone, ed effettuai i primi innesti, la mia idea era di coltivarlo in purezza. Lo so…era una idea balzana…lo dicevano tutti, me lo ripetevano sempre le sere d’inverno i miei amici davanti al fuoco... ma io volevo quel vino, sapevo che era possibile, e non ho mai dubitato”.


Nel Febbraio del 1983 furono quindi effettuati i primi innesti su alcuni filari di viti in differenti esposizioni geografiche all’interno della Tenuta Cocci Grifoni e dopo appena due anni furono prodotte le prime damigiane di vino. Oggi la vigna storicadel 1983 di piante madri del Pecorino è il cuore della Tenuta dove i Cocci Grifoni coltivano, da sempre, le uve di Pecorino da cui nasce l’inconfondibile D.O.C.G. in purezza “Colle Vecchio”.

Contornata da calanchi e di pendenza accentuata, la vigna madre è inserita in un complesso naturalistico di notevole valore, all'interno di un ecosistema che attraversa i borghi medievali di Ripatransone, Grottammare e Cossignano per ridiscendere poi nella valle del ¬fiume Tronto, nel sud della regione Marche. E' abitata dalla fauna più rara dell’ecosistema calanchivo, come i rapaci notturni che nidi¬ficano nei pertugi delle alte falesie di roccia calcarea ed è spesso attraversata dal passo di falchi pellegrini e nibbi bruni.

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